martedì 21 febbraio 2017

Violenza Al Mare



In quei giorni, mia moglie Vanessa era molto più puttana del solito. Eravamo al mare da soli, io e lei, scopavamo tutte le sere e tutte le mattine, e qualche volta anche in mezzo alla giornata. Come due sposini, anche se in realtà eravamo sposati da oltre dieci anni!
Lei si vestiva in modo provocante: anche se non mi aveva ancora tradito, gli sguardi degli altri uomini la eccitavano come mai era successo prima.
E poi, la recente scoperta del sesso anale aveva probabilmente infranto alcune barriere: mi sembrava più propensa che mai ad essere posseduta non solo con veemenza, ma forse anche con brutalità, dominata…


Così decisi che era ora di vedere fino a che punto ci si poteva spingere.
Già, ma come fare? Io non ero affatto esperto di dominazione, sadomasochismo…
Quasi subito mi venne in mente il mio buon vecchio amico virtuale Marco. Lo avevo "conosciuto" in un forum in cui gli utenti raccontavano le proprie esperienze sessuali e, anche se il sado-masochismo non erano le mie inclinazioni preferite, qualcosa di quello che lui aveva scritto mi aveva eccitato.
In compenso, lui trovava eccitanti le mie fantasie cuckold: sua moglie era decisamente troppo all'antica per pensare di realizzarle, ma lui mi aveva fatto capire chiaramente che, se avessimo voluto, poteva essere proprio lui il primo amante di mia moglie.
Insomma: Marco poteva aiutarmi a verificare come avrebbe reagito Vanessa in una situazione di sottomissione, e si sarebbe anche divertito senz'altro!

Lo chiamai e stabilimmo che lui ci avrebbe raggiunto (era a poche decine di chilometri dal nostro hotel).
Concordammo un piano di massima: lui avrebbe sorpreso Vanessa nuda in spiaggia, in un momento in cui era sola, e avrebbe svolto questo importante esperimento scientifico…

E così fu.
Una mattina, Vanessa ed io ci alzammo all’alba, andammo al mare, facemmo l’amore sulla spiaggia deserta e le sborrai sulle tette. 
Lei disse sorridendo “Vado in mare a lavarmi”, e io risposi “E’ quasi finita la crema solare. Vado in albergo a prendere un’altra confezione… tra un quarto d’ora o venti minuti sarò di ritorno… non preoccuparti del costume, tanto questa è una spiaggia dove il nudismo è tollerato da tutti: basta che non ti veda qualche poliziotto particolarmente pignolo”. 


Mi allontanai, rimanendo però a portata di vista, con un binocolo.
Vanessa entrò in acqua, mentre io mi allontanavo, e vidi che Marco, come previsto, si avvicinava, con una valigetta. Gli “attrezzi da lavoro”, pensai.











 
Marco nascose i vestiti e la borsa di Vanessa sotto un sasso, e aspettò pazientemente che lei finisse di sciacquarsi nella fresca acqua di mare e tornasse a riva.


Quando lei giunse a riva, io intuii il piano di Marco: fingendo di essere un poliziotto in borghese, disse a Vanessa che doveva farle una multa per atti osceni in luogo pubblico. Lei non sapeva se gli “atti osceni” fossero riferiti allo stare nuda, o se al fatto che, pochi minuti prima, aveva scopato con suo marito… e del resto non aveva voglia di chiedere se lui l’aveva vista durante l’amplesso o se era appena arrivato.

Vanessa pensò di sbrigarsela pagando subito la multa.













“Ma come diavolo sono finiti i miei indumenti e la borsetta sotto questo sasso? Un’onda?” si chiese Vanessa, mentre cercava di tirarli fuori da lì, ma fu l’ultima cosa che riuscì a dire per un bel po’.

 


Marco estrasse della corda e un bavaglio dalla sua valigetta, e con una notevole agilità si avventò su mia moglie.





Le legò le caviglie e i polsi, dietro la schiena, si spogliò mostrando un cazzo in vigorosa erezione, e la bendò in modo che nessuno potesse sentirla strillare.


Indossò un cappuccio, dei guanti e una specie di tuta aperta davanti, spinse Vanessa a terra, e tirò fuori, con mia grande sorpresa… una canna da pesca pieghevole! Mi aspettavo una frusta, o qualcosa del genere…









Vidi una scena incredibile, e pensai “Ma cosa cazzo sta facendo quel bastardo pervertito?”. Marco le infilzava i carnosi capezzoli con gli aghi… mia moglie perdeva un po’ di sangue, e si dimenava dal dolore.
Ebbi la tentazione di intervenire per fermare questo assurdo gioco, ma l’eccitazione mi indusse a rimanere in disparte… dopo tutto, per ora era solo qualche goccina di sangue.






 



Ma il peggio doveva ancora arrivare. Marco tirò energicamente la lenza, causando un altro, atroce dolore a Vanessa. Osservai, però, qualcosa di strano: lei fece la pipì… Ebbi un dubbio: era il classico “farsela addosso” di fronte ad una violenza inaudita, o un sintomo di eccitazione? Avevo visto lo “squirting” solo nei film porno: ultimamente Vanessa si bagnava molto, ma così mai… O forse era eccitata anche lei per questa situazione?


 

 
In ogni caso, Marco non perse tempo. Infilò il manico della canna da pesca nella figa di mia moglie.. vidi che lei non si dimenava, malgrado la lenza fosse ben in tensione… forse il dolore aveva anestetizzato almeno in parte i capezzoli, o forse le piaceva quello che le stava succedendo…








 





Poi il porco ribaltò Vanessa, mettendola “a pecora”, sempre con la canna da pesca nella figa e la lenza in tensione. Raccolse con la mano un po’ di umori dalla figa di Vanessa (allora si era eccitata veramente, la mia puttana!), bagnò il suo cazzo, e brutalmente le entrò nel culo.
Vidi che lei si dimenava come una pazza, cercava di liberarsi, ma lui la teneva ferma… ma presto non ce ne fu più bisogno. Lui le stava scopando a fondo il culo, e lei si eccitava… vidi ancora, questa volta senza possibilità di errore, che lei stava oscenamente “squirtando” di nuovo, come una cagna in calore che non aspettava altro. Vanessa raggiunse altri due orgasmi.  


Marco concluse la sua opera schizzando una bella quantità di sborra sul viso di Vanessa. Malgrado ciò, il suo cazzo rimaneva bello duro.
Pensai che forse si era procurato qualche pastiglia di Viagra.
Poi vidi che frugava nella borsetta di Vanessa. Forse voleva recitare la parte del ladro, e rubare qualcosa per rendere più credibile il suo personaggio?
Forse no: quello che ne tirò fuori era un pettine.











La scena successiva fu la più “estrema” di quella mattinata: Marco diede fuoco al pettine con un accendino e fece colare la plastica fusa sul corpo di  Vanessa, sempre legata e con i capezzoli sotto tortura… sentivo che la insultava, vidi che le sputava in faccia, ma lei sembrava più eccitata che impaurita…

Poi Marco la slegò e se ne andò silenziosamente.





A quel punto, me ne andai in macchina. Presi la crema abbronzante (che era già lì, senza bisogno di andare in albergo) e, nel giro di qualche minuto, tornai sulla spiaggia, fingendo indifferenza.

Vanessa era in mare, e stava ritornando a riva. Quando arrivò a pochi metri da me, notai che i capezzoli non sanguinavano più, i segni delle corde ai polsi e alle caviglie erano quasi impercettibili… E lei si comportava come se non fosse accaduto nulla!

Le chiesi “Sei stata in mare tutto questo tempo?”. Lei rispose “Sì, è bellissimo a quest’ora… un po’ freddo, ma piacevole.”.
Il fatto che non mi avesse detto nulla di quanto accaduto, mi confermò che la cosa le era piaciuta, e che forse, segretamente, lei sperava che si ripetesse…

Avvicinandosi, mi abbassò i pantaloncini, mi spinse a terra, e mi si gettò sopra in un voracissimo 69… io percepii che la sua figa era fradicia, e l’eccitazione repressa per i minuti precedenti mi fece sborrare dopo poche decine di secondi… lei sembrava avere molta sete di sperma, e lo bevve tutto, mentre io le regalavo un altro orgasmo con la lingua e infilandole tre dita nel culo.

Stando così le cose, forse nei giorni successivi sarei riuscito ad organizzare qualche altra cosuccia con l’amico Marco.


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