Cinzia e Dalila erano due tipi femminili molto diversi:
Cinzia una brunetta sexy coi capelli lunghi, Dalila una straripante matrona,
dotata di una prestanza fisica non comune.
Erano state compagne di scuola e Dalila era sempre stata
gelosa della sua amica: se erano insieme, tutti gli sguardi e le attenzioni dei
maschi erano sempre rivolte alla sua amica, mentre lei veniva praticamente
ignorata.
Capitò anche che entrambe le “amiche” si presentassero nella stessa palestra, per fare un corso di autodifesa. Dalila si stancò subito dopo la prima lezione di prova, mentre Cinzia fece il corso fino in fondo, riusltò la migliore di tutte e ricevette anche un premio.
Al mare si trovarono in spiaggia nello stesso stabilimento e
Cinzia provava una gran soddisfazione a vantarsi del suo sucesso in quel corso.
Dalila non perse l'occasione di sfotterla. Disse subito ai
loro amici che lei aveva fatto solo la prima lezione di quello stesso corso.
Però quando si era misurata con Cinzia durante quella prima lezione, la aveva
battuta con estrema facilità!
Aggiunse poi che era sicura che la sua amica non sarebbe
stata in grado di tenerle testa, nemmeno dopo aver completato quell'inutile
corso.
Disse che, se loro due avessero fatto la lotta, lei era
sicura di mettere fuori combattimento Cinzia in un battibaleno. Proprio come
era già successo in palestra!
La sua amica invece
si sentiva molto sicura di sé: le avevano spiegato che in un combatimento forza
contro abliltà, la più abile aveva la certezza di prevalere. E lei non vedeva
l'ora di avere la sua rivincita, dopo quella prima sconfitta, quando lei era
ancora inseperta-
Cominciò tra le due donne una accesa discussione a cui
assistettero divertiti tutti loro amici e qualcuno lanciò la idea di farle
lottare dietro le dune.
La idea piacque tantissimo a Dalila, che si mise a insultare
apertamente la sua rivale, dandole della codarda, se non accettava la sfida.
Così si arrivò ad organizzare un vero e proprio incontro di lotta tra le due
donne.
Fu Cinzia a prporre che la vincitrice avrebbe potuto
infierire a suo piacimento sulla avversaria sconfitta fino al tramnonto del
sole: si sentiva sicura di vincere e voleva dare una lezione memorabile alla
sua amica.
Lo stesso pomeriggio le due donne si affrontarono dietro le
dune: forza bruta conro abilità!
La durata dello scontro fu ridicolmente breve: Dalila si
impose immediatamente su Cinzia: la stritolò in un abbraccio micidiale e la
fece soffocare, rendendola del tutto inerme.
Aveva stravinto e, per celebrare degnamente la sua vittoria,
strappò di dosso alla sua avversaria tutto ciò che indossava, lasciandola nuda
davanti a tutti i suoi amici.
Cinzia era affranta, Dalila al settimo cielo! Dopo quello
spettacolo le due donne rimasero sole. Godendo del suo trionfo, Dalila spiegò
alla sua amica, che aveva intenzione di portarla in un campo nudsita lì
vicino. Come penitenza per la sconfittta
subita, esigeva che lei si prostituisse ai freqentatori di quel luogo: a tutti
quelli che avessero voglia di accoppiarsi con lei, pagandola proprio come fosse
una puttana.
Cinzia, malgrado la situazione in cui si trovava, gridò con
voce strozzata che non avrebbe mai fatto una cosa simile, nemmeno se l'altra la
avesse scorticata viva.
_ Vedremo! _ Disse ridendo la sua avversaria.
Dalila era già stata atre volte in quel campo nudista e
conosceva parecchi ragazzi che lo frequentavano. Molti di loro erano maschi
molto giovani che non avevano ancora mai fatto l'amore con una donna.
Dalila non perse tempo: si diresse subito verso il campo
nudista, trascinanndo, per i capelli la sua sottmessa avversaria. Solo poco
prima di entrare nel campo nudista, si tolse il costume anche lei.
Con una certa delusione vide che il luogo era deserto: non
c'era proprio nessuno!
Sebbene non potesse punire come avrebbe voluto la sua
prigioniera, Dalila la legò a un tronco d'albero e si appresto a fustigarla:
c'erano in quel luogo dei flessibili ramoscelli di giunco, proprio adatti a
quello scopo. Mlgrado tutto, Cinzia si stava sforzando con tutte le sue forze
di mantenere una certa dignità! Dalla sua amica non poteva certo aspettarsi un
trattamento misericordioso, ma si apprestò a subire la sua cocente punizione
con tutta la sua ancora indomita forza d'animo.
Cinzia stava per ricevere le prime sferzate, quando, forse
per sua fortuna, arrivarono inaspettatamente in quel luogo due ragazzini, che
Dalila conosceva bene.
La abbondabte signora spiegò ai due nuovi venuti che aveva
intenzione di regalare loro la sua bella prigioniera, ma che prima voleva
senirla urlare e chiedere pietà. Dunque voleva che i due ragazzi la frustassero
con una certa energia, fino a che lei non si dichiarava compleamente sottomessa.
Ai due ragazzini non parve vero!!!
Si impegnarono subito nel loro compito di aguzzini. Cinzia
resistette per meno di un minuto… poi urlò pietà con tutto il fiato che
aveva... E subito la sua trionfante avvesaria dette ordine ai due ragazzi di
fare il culo a turno alla sua amica, che si era arresa!
Per Cinzia fu una esperienza bestialmente umiliante, ma
certamente meno dolorosa di quella a cui la averbbe sottoposta la sua
inflessibile amica. Dopo i primi momenti disagio, la bella donna finì per
abituarsi alla profanazione contronatura del suo corpo inviolato. Per fortuna i
suoi due giovani pretendendenti avevano ancora il cazzo poco sviluppato e lei
finì addirittura per provare un piacere che non avrebbe mai voluto provare, per
degradarsi fino a quel punto!
Cinzia ormai si sentiva moralmente distrutta, e proprio per
aver dovuto sua malgrado partecipare consenziente ai rapporti sessuali
impostile dalla sua rivale.
Pensava di esser stata punita abbastanza, ma si sbagliava:
dopo quei due giovani maschi ne passarono altri due, poi altri tre. Dalila spiegò
loro che potevano divertirsi come volevano con quella femmina, dicendo che
potevano usarla da “sborratoio”.
Cinzia non aveva mai subito tanti orgasmi uno dopo l'altro:
si sentva devastata! Ma anche se ra esausta. Ad ogni coito che le veniva
imposto seguitava a provare l'orgasmo.
Chiedeva pietà, si sentiva priva di forze e di volontà, ma seguitava a godere
nel modo più evidente. Quel supplizio tremedamente piacevole durò per varie
ore, fino a che seguitavano a passare altri maschi che attravarsavano il campo
nudista per andare ancora nudi sulle rive di un fiume che scorreva lì vicino.
Dopo che tuti i ragazzi se ne furono andati, Dalila decise
di portare Cinzia in spiaggia, facendola camminare nuda a quattro zampe. Prima
di arrivare a destinazione, disse alla sua avversaria ormai completamente
soggiogata:
_ Scommetto che non lo sapevi nemmeno tu di essere tanto
puttana! Non vedo l'ora di raccontare ai
nostri amici come ti sei comportata da troia! Peccato che non abbia fatto
venire anche qualcuno di loro ad assistere allo spettacolo… Sei disposta a
raccontare tu stessa come hai fatto la puttana con tutti giovani sconosciuti? O
vuoi assaggiare di nuovo la frusta? _
Cinzia si sentiva definitivamnete succube: ormai aveva
rinunciato alla propria dignità e si sentiva volontariamente pronta ad
accontentare ogni deisderio della sua ex rivale. Strisciò vilmennte davanti a
lei, le leccò spontaneamente i piedi e disse con voce mortificata: _ Mi
considero la tua serva! Da ora in poi farò sempre tutto quello che vorrai: hai
fatto di me una schiava!!! _





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