lunedì 27 febbraio 2017

L'ipnosi

Mia moglie ed io eravamo in viaggio in macchina verso la Puglia, dove avremmo trascorso le vacanze estive.
Erano ormai le 6 di sera: sebbene non fosse ancora buio, mancavano ancora alcune centinaia di chilometri alla destinazione, e la nostra tabella di marcia prevedeva una pausa perché né a mia moglie né a me piace guidare di notte. Saremmo ripartiti l'indomani mattina, e arrivati ben prima di mezzogiorno.


Uscimmo dall'autostrada e, nella prima cittadina che incontrammo, trovammo facilmente un hotel, che per fortuna aveva ancora qualche camera vuota.


Dopo aver cenato, girammo un po' per il paese e vedemmo l'ingresso di un locale dove un vistoso poster reclamizzava "La serata dell'ipnotizzatore". Era proprio quella sera!
Non sapendo cos'altro fare, mia moglie ed io decidemmo di comprare due biglietti.

Lo spettacolo iniziava verso le 10, per cui facemmo un'altra passeggiata nel centro del paesino prima di ritornare verso il locale, poco prima dell'inizio dello spettacolo.

Entrando nel locale, superata la biglietteria, notammo degli strani sguardi. Non erano rivolti verso di me, bensì verso mia moglie Vanessa. Ci accorgemmo quasi subito che non solo eravamo l'unica coppia nel locale, ma anche che mia moglie era l'unica donna presente.
Anche se ci sembrò un po' strano, decidemmo di rimanere a guardare lo spettacolo.


Si trattava di un normalissimo spettacolo, durante il quale ogni tanto si sentiva qualche sussulto di stupore da parte del pubblico, ma niente di speciale.

Ad un certo punto, l'ipnotizzatore chiese a Vanessa di salire sul palco. All'inizio ci fu la solita presentazione, il solito scambio di chiacchiere ma poi, essendo Vanessa l'unica donna del pubblico, la cosa divenne piuttosto spinta.

L'ipnotizzatore fece addormentare mia moglie, e le disse "Quando sentirai partire la musica da spogliarello, sentirai il bisogno di toglierti tutti i vestiti ballando al ritmo della musica. Tu vorrai fare un vero e proprio spettacolo per tutti i presenti, perché penserai di essere la donna più desiderata del mondo. E ora, ti sveglierai quando conterò fino a tre. Uno, due, tre. Sveglia!".

L'ipnotizzatore ricominciò a chiacchierare tranquillamente con Vanessa sul palco, mentre tutti trattenevano il fiato in attesa che la musica iniziasse. C'era un silenzio di tomba.

Io sedevo tranquillamente nella mia poltrona, con una pinta di birra in mano e con il cuore che batteva all'impazzata, anche se sapevo che sicuramente l'ipnotizzatore avrebbe fermato Vanessa prima che la cosa diventasse troppo imbarazzante.
Però sentivo l'eccitazione delle persone intorno a me.

Poi, improvvisamente, la musica partì. Rimasi impietrito quando vidi mia moglie alzarsi dalla sedia sul palco e passeggiare lungo il palco, slacciandosi i bottoni della sua camicetta blu, uno alla volta.

Il pubblico iniziò ad applaudire, e un coro di "Nuda! Nuda!" si diffuse per tutta la stanza. In un attimo, Vanessa si tolse la camicetta e la lanciò ad uno spettatore entusiasta.


Era troppo! Mi alzai dalla mia sedia con l'intenzione di evitare a mia moglie quell'indecenza, ma fui afferrato e riportato al mio posto da due enormi addetti del servizio d'ordine. Con molta calma, i due energumeni mi dissero che, se avessi provato a rialzarmi, mi avrebbero portato fuori e mi avrebbero spezzato le gambe.
Non potevo fare altro che accettare di vedere mia moglie spogliarsi davanti ad un branco di guardoni, molti dei quali sembravano già ubriachi.

Tornai a guardare il palco. Vanessa, nel frattempo, si era tolta la gonna e le scarpe, e stava ballando con indosso solo il reggiseno e lo slip.

Proprio in quel momento, la musica cessò. L'ipnotizzatore ordinò "Dormi!".
Tirai un sospiro di sollievo: lo strip si era fermato.

L'ipnotizzatore si rivolse a mia moglie dicendole "Vanessa, sei stata bravissima. Ma questa volta, quando ti sveglierai, passerai davanti ad ogni uomo della prima fila e gli farai toccare le tue tette o la tua figa".
Scoppiò un fragoroso applauso, in particolare dalla prima fila, mentre io sentii i due gorilla afferrare le mie spalle con energia, per evitare che mi venisse la tentazione di alzarmi. Mi dissero un gelido "Stai fermo".

"Uno, due, tre. Sveglia!".
Mi sentii impotente e umiliato quando vidi mia moglie dirigersi verso il primo uomo della fila: quel porco approfittò della situazione togliendo a Vanessa il reggiseno e palpandole le tette per bene. Il secondo le tolse lo slip, e le infilò un dito nella figa.
Poi Vanessa si spostò lungo la fila, trascorrendo un paio di minuti con ciascun altro uomo, e lasciandosi esplorare le tette e la figa con aria soddisfatta. Finita la prima fila di spettatori, l'ipnotizzatore richiamò mia moglie sul palco.


"Dormi! Bene, signori, abbiamo proprio una bellezza qui sul palco, oggi. E ora, facciamo un vero spettacolo!" continuò l'ipnotizzatore e, indicando due uomini nel pubblico, disse loro "Tu e tu, per favore, salite sul palco. Un applauso, per favore!".

I due uomini salirono sul palco. Erano sui cinquant'anni e decisamente sgradevoli: avevano entrambi una lunga barba e due grosse pance da bevitori di birra. Mia moglie sedeva nuda sulla sedia davanti all'ipnotizzatore, ancora addormentata, con gli occhi dei due uomini puntati sulle sue tette e sulla sua figa.

L'ipnotizzatore disse "Ora, finalmente, Vanessa, quando ti sveglierai, questi due uomini che vedrai saranno i più attraenti che tu abbia mai visto, e tu sarai eccitatissima alla loro presenza. Uno, due, tre, sveglia!".

Vanessa guardò i due uomini, si alzò e iniziò a baciare con la lingua uno dei due, toccandogli il cazzo che, nei pantaloni, si stava indurendo. L'altro, intanto, si era messo dietro di lei e le accarezzava le tette, le palpava il culo e le masturbava la figa con un dito.

Vanessa si staccò dall'uomo che stava baciando e, vicina al microfono del palcoscenico, disse in modo ben udibile da tutti "Voglio succhiarti il cazzo".
Poi si voltò verso l'uomo dietro di lei e le disse "Voglio che tu mi scopi a fondo"

Vanessa si inginocchiò davanti all'uomo che stava baciando, gli abbassò i pantaloni e le mutande, iniziò a succhiare il cazzo davanti a lei e si mise a quattro zampe.

L'altro uomo si abbassò i pantaloni e il boxer, e spinse il suo cazzo a fondo dentro la figa di mia moglie, mentre con una mano le stringeva i fianchi e con l'altra le palpava le tette. I gemiti di Vanessa fecero capire a tutti che le piaceva.

La folla, intanto, applaudiva gli uomini che stavano scopando due orifizi di mia moglie per un periodo che mi sembrò infinito.

Quando finalmente i due maiali finirono, i loro cazzi ormai mosci si allontanarono da mia moglie, che rimase in piedi con le gambe aperte, toccando lo sperma che colava dalla sua figa e stuzzicandosi il clitoride, mentre lo sperma che non aveva ingoiato le gocciolava lungo il viso.

I due uomini si rivestirono e tornarono ai loro posti.
"Bene, signori!" l'ipnotizzatore ricominciò a parlare "Che spettacolo! Ma dobbiamo ringraziare il marito di Vanessa per la sportività con cui ci ha prestato sua moglie! Un grande applauso al marito di Vanessa!".

Fui abbagliato dai riflettori, e potei solo intravedere le facce delle persone che mi applaudivano per aver "prestato" loro mia moglie, per aver lasciato che la spogliassero, toccassero e scopassero. Mi sentivo profondamente umiliato.
Eppure ero eccitatissimo: malgrado quello che stava succedendo a mia moglie, o forse proprio per quello che stava succedendo a mia moglie, io avevo un'erezione senza precedenti.


Dopo alcuni secondi, il riflettore tornò a illuminare il palco. Il pubblico iniziò a gridare "Ancora! Ancora!".

Mio Dio, no! Vanessa non era già stata umiliata abbastanza? Io non ero già stato umiliato abbastanza?

"Va bene, signori" continuò l'ipnotizzatore "Credo che dovremmo chiedere a Vanessa, giusto?".

Vanessa era ancora sul palco, intenta a toccarsi la figa bagnata e ben lubrificata dallo sperma.
"Vanessa, tesoro, vuoi ancora un po' di cazzo?", le chiese l'ipnotizzatore.
"Sì, sì, sì, sì, ho bisogno di cazzo, scopami!!!" mia moglie urlò, letteralmente.

Sentendola, il pubblico impazzì.
Decine di uomini salirono sul palco, si spogliarono e circondarono Vanessa, impedendomi di vedere cosa succedeva.
Dopo due o tre minuti, finalmente i buttafuori mi consentirono di alzarmi, e anch'io mi precipitai sul palco. Provai a farmi strada verso Vanessa, ma riuscii solo a vederla da alcuni metri di distanza. Non riuscivo a credere a quello che vedevo.


Vanessa era seduta su un uomo, con il suo cazzo nella figa, mentre un altro la stava inculando, un terzo stava godendosi un pompino e intanto lei, quando riusciva ad afferrarli, masturbava uno o due cazzi con ciascuna mano.

Altri uomini le toccavano le tette, aspettando il loro turno.

Alcuni si accontentarono di guardare e di sborrarle sui capelli, sul viso, sulla schiena o dovunque potevano.




La sua figa, il suo culo e il suo viso erano fradici di sperma. E lei era in calore: non aveva la minima intenzione di fermarsi!











Ero eccitatissimo, ma anche sconvolto.
Solo dopo quasi un'ora di sesso continuo con molti uomini riuscii ad avvicinarmi a mia moglie.

"Vanessa, scappiamo!", la supplicai.

"Ma caro, non sono sotto ipnosi. Non lo sono mai stata. Lasciami divertire, amore".

"Che meravigliosa moglie puttana", pensai mentre lei mi abbassava i pantaloni e mi afferrava e succhiava il cazzo.


___________________________________________


Immagini prese dal web - Se gli Autori ne desiderano la rimozione, è sufficiente contattarci
Pictures taken from the web - If the Authors want them to be removed, just let us know

Nessun commento:

Posta un commento